mercoledì 7 novembre 2007

Specchio Magico Redazione

Le vele di Astrabat, Edizioni Il Foglio

Era l'inizio. i quattro elementi, Aria, Terra, Acqua e Fuoco si erano uniti per ricreare l'armonia dell'universo, ma ci fu un intoppo. Gli elementi pesanti formarono le Terre del Sole Pallido, gli elementi leggeri invece, unendosi, diedero vita alla Città del Silenzio, i Cerchi di Luce Energetica. Esisteva un confine ancora inesplorato, materia e energia a cercare l'unione perfetta. Poi Atzelil tentò di varcare la zona di confine per completare il suo ciclo; era solo energia, ma voleva contaminarsi con la materia ed amare: fu l'inizio della tragedia...
Astrabat, pianeta del deserto e dei Velieri. Un luogo lontano, che nel ricordo di Otlan assume quasi l'indeterminatezza di un sogno. Niral ascolta il racconto, che sembra una favola. Niral, un tempo amata, ora soltanto amica (ma forse molto più che amica), ansiosa di sapere, di "ascoltare storie d'amore per dimenticare le tristezze dell'esistenza", di conoscere di Aztelil, di Neilos, di Neha e delle Vele che solcano il cielo... Eppure Astrabat è tremendamente reale, la posta di una terribile lotta per il suo possesso: il dono che promette è l'immortalità, boccone che fa gola a molti.
In questo mondo bellissimo e desolato, affascinante e ostile, giunge Neilos, un esploratore, un uomo ormai molto vecchio, mandato dai Migranti col compito di custode dell'universo. I Migranti, che si credono dei, che portano avanti il loro folle progetto per impadronirsi dell'universo. Neilos osserva e medita: uomini, donne e bambini scendono dai Velieri, con negli occhi il dolore e nei corpi la fatica che annichilisce e toglie ogni volontà. Vorrebbe sapere da dove vengono e perché popolano le vie del pianeta, chi ne ha organizzato l'arrivo. Ma chi è davvero Neilos, che protegge la chiave d'accesso a dati che tutti vogliono? Sarà possibile la sua storia d'amore con Neha?
Come sempre, Antonio Messina mette in una cornice fantascientifica storie che sono universali. Astrabat è fin troppo simile alla Terra, con il suo bene e i suoi molti mali. E gli abitanti di altre galassie siamo noi, uomini moderni, con i nostri problemi personali, sociali e ambientali forse irrisolvibili perché non mettiamo alcun impegno nel cercare una soluzione. La nota sconvolgente del romanzo è la similitudine tra il nostro recente passato (e il nostro incerto presente) e le vicende di Astrabat: i Sergoy e le deportazioni di massa, la brama di potere, gli intrighi, la menzogna, l'avidità, la guerra, la crudeltà disumana che tutto calpesta in nome dei propri interessi.
Non è facile affrontare argomenti così duri senza fare retorica, senza abbandonarsi a sfoggi di filosofia spicciola e superficiale: ma Antonio vi riesce benissimo, sempre mantenendo un linguaggio semplice, che tuttavia giunge a vette di alta poesia sotto forma di prosa. I pensieri dei personaggi riflettono le nostre passioni, le paure, le insicurezze, i desideri e le eterne lotte, da cui di rado usciamo vincitori: per questo li sentiamo tanto, e tanto dolorosamente, vicini.La malinconia che pervade il romanzo ci fa pensare al rimpianto per un paradiso perduto di pace, tranquillità, benessere. Un paradiso che non meritiamo, che non ci può appartenere, più consono a esseri angelicati che a miseri uomini. Un rimpianto a cui l'Autore oppone un rimedio quanto mai umano: l'amore come base per la nostra felicità terrena.
Stringo tra le braccia Niral, l'accarezzo, osservo i suoi occhi illuminarsi; sembra un cerchio perfetto, un bagliore notturno che illumina le alture. Siamo qui, sospesi, siamo sorgenti, atomi, voci nell'infinito: era lei la mia immortalità, so che è felice, e questo basta per vivere l'ultimo sogno della mia vita.
Un libro dal fascino sottile, pieno di dolcezza, ma anche di dolore, che vi colpirà al cuore e che vi costringerà a pensare e a rivedere, forse, qualcuna delle vostre convinzioni più radicate. Un elogio particolare ad Angela Betta Casale, autrice della splendida copertina, e alle Edizioni Il Foglio, per una scelta editoriale che conferma, una volta di più, che oggi è nella piccola editoria la più alta qualità delle pubblicazioni.
Recensione a cura della Redazione dello Specchio Magico.
Commenti dei lettori
Commento di Claudia Rossi Un libro che parla di un sogno che può diventare un incubo. Un modo di narrare che commuove, ma mette anche a disagio, perché questi personaggi fantastici sono uguali a noi. Ha un che di scioccante, ma è bellissimo. Tanti complimenti a questo autore che non conoscevo.

Commento di Gordiano Lupi (Edizioni Il Foglio)E' la recensione più bella che ho letto su questo libro. Grazie.

Commento di Rosaria Chinnici Non sono campanilista, ma questo autore, siciliano come me, mi pare straordinario, una mosca bianca tra i romanzieri moderni, freddi e spesso banali. Nel leggere il libro mi sono commossa fino alle lacrime.

Commento di Rosy Molteni Scrivo questa recensione per consigliare a tutti il libro di Antonio Messina, di cui conosco bene le opere, che sono sempre un po' tristi, ma molto profonde e ci fanno pensare a come stiamo sbagliando ad agire, in modo tale da distruggere la natura e noi stessi.

Commento di Maria Festa Struggente e commovente... un mondo terribile che fotografa quello che potremmo diventare... forse... proprio bello... complimenti ad Antonio Messina...
Commento di Elda PetraliaQuesto libro è dolcissimo, ma tanto triste, e l'autore è stato una scoperta, per me che non ne conoscevo i libri. Bravissimo!

Commento di Gianni Vigorelli E' il terzo libro che leggo di Messina, perché sono un patito di fantasy e fantascienza: finalmente un italiano che non ha nulla da invidiare agli americani.

Commento di Giorgia Pasini Sono Giorgia di Brescia. Questo romanzo me lo ha regalato mia cugina per il mio compleanno, l'altra settimana. L'ho letto di corsa per vedere come finiva, poi l'ho riletto con calma. E' una fantascienza filosofica che piace anche a me, che non amo la fantascienza, ma anche una storia d'amore. Comprerò anche gli altri due, anzi, me li farò regalare per Natale. Non riesco a credere che non conoscevo niente di Antonio e invece ha scritto ben tre libri.

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