Mangialibri

La memoria dell'acqua
di D. Frati

Antonio Messina Il Foglio 2006
Da dove viene Estasio, il visitatore che è arrivato dal nulla a Egretus, il mondo di pace governato dalla luce delle Sfere di Parmenide e minacciato dalla cieca cupidigia dei conquistatori Plageo? Dal futuro per cambiare il corso del tempo, o da un'altra dimensione? Chi sono i misteriosi Eletti che sembrano guidare dall'alto il corso della storia e cosa si nasconde dietro alle Porte degli Angeli che si dice mettano in comunicazione il nostro mondo e il loro? Qual è il segreto del pianeta Silent, quasi disabitato e immerso in una pace irreale vegliata da minacciose Sentinelle?
Dio, se è ambizioso il libro di Antonio Messina. Come se non fosse abbastanza voler riscoprire la forma letteraria del racconto filosofico in questo tempo di fast-books e omogeneizzati rilegati, lo scrittore siciliano trapiantato a Padova tenta un'ardita commistione tra la fantascienza del Solaris di Andreij Tarkowskij (più che quello di Stanislaw Lem), la rilettura della classicità dei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, la capacità di raccontare filosofia del Nietzsche di Così parlò Zarathustra. Unica stella polare, la voglia bruciante di un altrove purchessia, il desiderio di non fermarsi nemmeno un minuto alla superficie delle cose, il bisogno costante di simboli.

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