Mitologie domestiche dell'anima

di Antonio Messina 

edito da Ass. Culturale Il Foglio, 2013



L'anima, nel suo raccontarsi, sembra cercare un conforto alla propria sofferenza: un'interazione con un ipotetico tu a cui chiedere comprensione, una sorta di allineamento, di corrispondenza gothiana. E una forma di discesa nelle profondità per scoprire, proprio dove la luce sembra non poter arrivare, la vita: "gettare il seme" pur sapendo che anche quello è perituro e che il tempo ne potrà cancellare anche il ricordo e la poesia attraverso la penna di Messina è un'assunzione di consapevolezza, una sorta di presa di coraggio perché significa svelare la parte più profonda di sé, equivale a fornire uno strumento contemporaneamente di conoscenza e di coscienza al lettore, come se l'evoluzione dell'anima, in una specie di gioco di specchi, fosse scoperta costante del sé lungo sfumature inattese, impreviste.


estratto da Mitologie Domestiche dell'Anima

                  Uno spicchio di luna



Sì,
ripeto,
non so risponderti
quando
mi chiedi a cosa serve esistere,
che senso ha l’amore
quale destino è toccato agli uomini
come allontanare la malinconia
il peso delle notti passate
insonni,
mi chiedi perché dobbiamo soffrire
morire,
mi preghi di spiegarne il senso,
i ragionamenti
le menzogne dei filosofi
il delirio degli artisti
la crudeltà dei potenti
il pianto dei miserabili
ma io non so rispondere,
non ho segreti da custodire,
né sogni da cavalcare
neanche io so chi sono,
cosa faccio
come vivo
cosa cerco,
a volte,
anch’io vorrei spiegare
il senso delle cose,
però
invano,
e poi
ritorno a guardare
con gli occhi chiusi
e immaginare
uno spicchio di luna
che si specchia sul mare…
                       e mi sento felice.

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