Intervista Arte Insieme R Montagnoli





Perché scrivi?

Per necessità, desiderio, anelito, bisogno d’altrove, volontà di non fermarsi sulla superficie delle cose- Io amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano- Friedrich Wilhelm Nietzsche. Ho attraversato il dolore, sperando di trovare la felicità… è l’amore che unisce, dilaga e sconfigge la morte, anzi per essere precisi l’idea che l’uomo ha della morte, infatti, il più terribile dei mali, cioè la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c’è, e quando essa inesorabilmente arriva, noi non ci siamo più, diceva il filosofo.


Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

È un messaggio d'amore, è l'incessante ricerca dell'uomo contemporaneo di trovare "angoli" di quiete e così riflettere sul senso delle scelte, dei gesti: un perire e rinascere, in un continuo alternarsi di luci e di ombre. Il libro nasce, infatti, dal bisogno di cercare il significato e il destino della vicenda umana, di comprendere la ragione del dolore e del male che imperversa ovunque. Nasce da un irrefrenabile desiderio d'amore e d'armonia, di un'anima errante che tenta d'afferrare il sogno e la luce, comunque consapevole del misero destino terreno».


Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

Leggere è fondamentale: risposta netta ma efficace; in questo caso non servono tante parole.


Che cosa leggi di solito?

Asimov, Calvino, Ray Bradbury, Gorge Orwell, Tolkien, Robert E. Howard, Cesare Pavese, Ballard, Nietzsche, Eraclito, Democrito, C.S. Lewis ( Lontano dal pianeta silenzioso), Shiel ( La nube purpurea), Matheson ( I am legend) : sono questi i miei autori preferiti. Dimenticavo: il grande Lem di Solaris.


Quando hai iniziato a scrivere?

Non c’è inizio e nemmeno epilogo, tutto si svolge dentro di te, tutto è ricerca, sogno. Il problema, a parte la naturale vanità di ogni autore, è un altro. Se scrivi per comunicare le tue emozioni, allora, se usi l’anima e il coraggio degli illuminati per creare mondi, allora… non arrivi mai, resti sospeso ad oscillare su una corda tesa, e dall’alto, in bilico, vedi l’approdo, luci e lanterne a riflettersi sul mare, e trasmetti al lettore la tua passione, viaggi con lui, nel sogno. Questo è il vero segreto della letteratura ‘rendere gli altri un poco più felici di come li hai lasciati’ così diceva Arthur Conan Doyle. Ho iniziato tardi, e non credo smetterò: era destino, era il sogno della mia vita, ma io non conoscevo il mio destino…


I tuoi rapporti con l’editoria.

Dicono che per pubblicare con i grandi, sovente ci vuole una buona dose di fortuna; io dico che servono amicizie, non si spiegherebbe altrimenti come testi mediocri vengono pubblicati da grandi editori. Ma qui il ragionamento è molto complicato, comunque basterebbe leggere Quasi quasi faccio un corso di scrittura e Nemici Miei, per avere un quadro completo delle situazione. Hanno accusato l’autore (Gordiano Lupi, che è anche il mio editore) d’essere invidioso, di buttare fango su Faletti e compagnia: io sono d’accordo con lui, la sua analisi è lucida, onesta, “mostra” verità mai affermate. Ti faccio un esempio, idea già espressa da qualche editore, di cui non ricordo il nome. Prendi un autore di successo, uno scrittore osannato dalla critica, uno che vende centinaia di copie, anzi prendi il suo nuovo lavoro (dattiloscritto), aggiungi un nome inventato e invialo per editori: penso che ci sarebbe da ridere… non so se mi sono spiegato. Dagli editori a pagamento meglio tenersi alla larga, dai corsi di scrittura pure, servono a spillare quattrini, punto e basta. Meglio leggere, leggere ottimi autori, per affinare, ascoltare il suono delle parole, cercare di migliorare la forma… ecco cosa veramente serve ad uno scrittore, sempre che ci sia il talento, che io ritengo la cosa fondamentale.


Che cosa ti piacerebbe scrivere?

Le Vele di Astrabat, in uscita i primi di settembre per il Foglio Letterario.


Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

Ho incontrato per strada un uomo molto povero ed innamorato, portava un vecchio cappello ed un cappotto strappato. L’acqua gli entrava nelle scarpe e le stelle nell’animo. Victor Hugo.

Il desiderio d’amore ha cambiato la mia vita: scrivere d’amore mi ha reso felice.


Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

Se scrivi per comunicare le tue emozioni, allora, se usi l’anima e il coraggio degli illuminati per creare mondi, allora… non arrivi mai, resti sospeso ad oscillare su una corda tesa, e dall’alto, in bilico, vedi l’approdo, luci e lanterne a riflettersi sul mare, e trasmetti al lettore la tua passione, viaggi con lui, nel sogno. Questo è il vero segreto della letteratura ‘rendere gli altri un poco più felici di come li hai lasciati’ così diceva Arthur Conan Doyle. Ci vuole comunque il talento, senza di quello non si creano mondi.

Commenti

Post popolari in questo blog

IL MALE PEGGIORE IL NUOVO ROMANZO DI G. IANNOZZI