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Orrori tropicali: intervista a Gordiano Lupi
fantasy narrativa italiana

Vampiri. Preti satanici. Magia nera. Zombie. Il tutto sotto il sole dei Caraibi, che ustiona come le fiamme dell’inferno. Di questo e molto altro narra Orrori tropicali. Storie di vudù, santería e palo mayombe, raccolta di racconti scritta da Gordiano Lupi e appena pubblicata dalle Edizioni Il Foglio.
BooksBlog ha intervistato l’artefice di cotanto orrore.

Le giuro che in passato ho provato a capire cos’è la santería, ma niente. Me lo può spiegare in due parole?
Mica è facile! Ho impiegato un libro (Cuba magica, Mursia, 2003) per spiegarla…
Per favore Lupi, non faccia il prezioso.
Ok, ci provo. La santería nasce nella Nigeria sud occidentale, patria degli yoruba, che in pieno XVII secolo vengono deportati nel Nuovo Mondo come schiavi. Gli africani trasferiscono a Cuba una pittoresca mitologia composta da divinità (orishas) che ricordano gli dei dell’Olimpo, perché sono un coacervo di vizi e difetti umani. A Cuba il tratto fondamentale della santería è una commistione e identificazione della mitologia lucumí col cattolicesimo dei dominatori spagnoli.
Sta dicendo che la santería è un misto tra paganesimo e cattolicesimo?
È un cattolicesimo sui generis, che nasce da una necessità: per continuare a pregare gli orishas nell’America spagnola, bisognava ribattezzarli coi nomi dei santi cattolici. Così i riti magici yoruba andarono progressivamente a fondersi con le tradizioni della Chiesa cattolica. Quei santi che servivano inizialmente solo a mascherare la realtà di un culto che viene dall’Africa, adesso sono una cosa sola e inscindibile con i rispettivi orishas.
E Ratzinger è contento?
La Chiesa cattolica deve chiudere un occhio se vuole farsi accettare, perché a Cuba non è possibile prescindere dalla tradizione. Ed è quello che sta facendo, proprio come il regime comunista, che per impostazione culturale è ostile a ogni culto religioso.
Lei crede nella magia cubana?
Proprio per niente.
Eppure la Chiesa cattolica afferma con certezza dogmatica che la magia nera esiste, ed è da temere.
Sono scettico su magia bianca e nera, come sono scettico anche nei confronti della Chiesa cattolica. Non faccio differenze…
Infatti i suoi racconti horror sono più che altro racconti sociali.
Sì, direi che i miei racconti sono poco horror e molto sociali. Scrivo storie del mistero ambientate a Cuba. Non è difficile conciliare santería e vita quotidiana, perché i cubani vivono in mezzo a questa realtà da sempre.
Ma è vero che Fidel Castro è stato visto dalla santería cubana come reincarnazione del dio della giustizia Obatalà?
Non mi risulta.
Lo sostiene Francesco Dimitri in Comunismo magico, Castelvecchi, 2004.
Io so che Fidel Castro ha osteggiato la santería sin quando ha potuto. Nel 1959 è iniziata una lunga notte per i culti religiosi a Cuba, e la santería non ha fatto eccezione.
Allude al momento in cui la Rivoluzione cubana si avvicinò al comunismo e all’ateismo sovietico?
Sì, e molti religiosi vennero rinchiusi nelle famigerate strutture per antisociali chiamate UMAP. Poi, nel 1985, uscì il libro intervista Fidel y la religión nel quale il lider maximo legittimò i culti e confessò a Frei Betto che Cuba è terra di religiosità diffusa.
Infatti la Costituzione cubana del 1992 parla di libertà di coscienza, religione, culto e ateismo.Se soltanto la metà delle cose scritte fossero vere sarebbe un articolo da Stato democratico più avanzato del nostro, perché ammette esplicitamente la libertà di ateismo. Purtroppo molte enunciazioni restano mere dichiarazioni di principio, perché a Cuba non esiste nessuna libertà di esprimere il proprio pensiero.
Chi è il lettore-tipo di Orrori tropicali?
L’amante del fantastico e del mistero, ma pure chi si appassiona alle storie che raccontano civiltà sconosciute, usanze diverse dalle nostre, ambientate in scenari esotici. Credo che pure chi ama Cuba può leggere con piacere questo libro.
Concludiamo con un tema che sta a cuore ai nostri lettori: lei, da autore affermato, cosa consiglierebbe agli aspiranti scrittori di narrativa horror?
Di cambiare il cognome in uno statunitense come facevano i registi italiani negli anni Settanta, oppure espatriare.
Perché?
L’horror non lo pubblica nessun editore importante. Lo fanno soltanto i piccoli editori. In Italia scrivere horror è un po’ come vendere gelati al polo. (Rubo la battuta al mio amico Danilo Arona, che è un ottimo scrittore horror.) Insomma: datevi al giallo, al noir o alle storie d’amore adolescenziali.

Commenti

Anonimo ha detto…
El "gallego" Fidel Castro estudió con los jesuítas.......

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